Voglio che tu mi dica tutto quello che ti passa per la mente, che ti sieda accanto a me in una sera qualsiasi e mi dica che non ce la fai, che va tutto storto, che hai paura, che sei felice, che hai visto la tua stella.
― Alessandro D’Avenia (via eemptiness)

(Source: owlit8)

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Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno.
― Giulia Carcasi  (via profumoimpresso)

(Source: nonsorridermipiutiprego)

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Sognava il caos di Londra, le notti di Parigi, i cieli di Madrid, immaginava i grattaceli di Tokyo e le strade di New York.
Collezionava foto, cartoline, ricordi che non aveva ancora vissuto.
Immaginava le orecchie abituarsi al suono delle migliaia di voci di una metropoli affollata e immaginava e l’odore dei croissant che avrebbe mangiato ogni mattina.
― (via pulseles)
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Party hard.

Genitori che, uscendo per andare da alcuni amici, mi guardano tristi perché non posso andare con loro per via dello studio. Madre che, sulla porta, si affaccia apprensiva e mi ricorda di “fare la brava”.

Mamma, ma ti rendi conto che a 20 giorni dalla fine della scuola il massimo dello sballo che posso permettermi è Sallustio??

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Sui muri tutti poeti
in realtà nient’altro che analfabeti.
malestelle-quantesono
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Ma un sacco di volte è così, è così quasi sempre, si scopre alla fine che il dolore, tutto quel dolore, era inutile, che si è sofferto come bestie, ed era inutile, non era né giusto né ingiusto, non era bello o brutto, era solo inutile, tutto quello che puoi dire alla fine è era un dolore inutile.
― A. Baricco (via ottobremillenovecentonovantasei)

(Source: mroblivion)

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